Scuola/Famiglia … una questione di Co-Educazione

La scuola occupa gran parte della vita di un bambino. Fino ai 19 anni di età un ragazzo passa circa 8 ore al giorno in luogo diverso da casa propria con persone diverse dalla propria famiglia. E i primi 20 anni di vita del ragazzo sono fondamentali. Quando esci dalla scuola diventi un adulto, diventi responsabile delle tue proprie azioni; puoi guidare una macchina e puoi votare. Per fare questo devi essere preparato.

E’ impensabile quindi che gli insegnanti non intervengano nell’educazione dei bambini e dei ragazzi.

Spesso si pensa che l’insegnante sia solo un formatore, un fornitore di mere nozioni (ahimè anche alcuni insegnanti pensano che sia così). Ma l’insegnante è un vero e proprio educatore. Interviene attivamente e direttamente nell’educazione dello studente, per prepararlo al meglio alla vita da adulto. E questo intervento non sostituisce il genitore, ma anzi lo affianca per educare al meglio il ragazzo. Genitori, insegnanti, allenatori, maestri di musica sono tutte figure importantissime per il bambino, perché insegnano qualcosa. L’insegnamento è una cosa importantissima e bellissima e per questo anche delicatissima. L’insegnamento non è materiale. Se io do una mela a un mio studente e lui mi da una pera, rimaniamo sempre con due frutti. Ma se io insegno il verbo essere a un mio studente e lui mi insegna le regole del basket, entrambi ci siamo arricchiti di qualcosa in più. Perché questo sia possibile occorre però che ci sia una fiducia totale da parte di tutte le parti che devono essere totalmente aperte all’apprendimento.

La fiducia tra famiglia/studente/insegnante è fondamentale. Senza questa fiducia l’educazione dello studente ne risente perché la collaborazione non sarebbe ottimale.

Come coltivare la fiducia? Non esiste una ricetta o una formula esatta. Si può prestare attenzione però a due aspetti: Collaborazione e Dialogo.

La collaborazione è essenziale. Studente, Famiglia e Insegnante devono essere complici e collaborare senza perdere di vista l’obiettivo finale. Spesso si pensa che sia una partita uno contro l’altro, ma bisogna capire che si è tutti dalla stessa parte, della stessa squadra.

Il dialogo tra le tre parti è anch’esso fondamentale. Se uno studente prende un brutto voto o una nota disciplinare è importante fargli capire il motivo per cui l’ha presa ed è altrettanto importante capire le motivazioni per cui lo studente ha tenuto quel tipo di comportamento. Senza dialogo questo sarebbe impossibile.

Una pianta per crescere forte e robusta non ha bisogno solo di acqua.
Ma anche del Sole, di un terreno fertile.
Ed anche di tanto amore.

Alessandro Scaglione

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