Il laboratorio teatrale … è un gioco serio

Spesso si sente parlare di attività teatrali a scuola e della loro importanza come progetto: entrando a far parte di un gruppo teatrale, il bambino si trova a contatto con attività non solo ludiche ma anche portatrici di una didattica di tipo inclusiva, la quale sovverte le strutture gerarchiche “tradizionali” tra educatore e discenti, favorendo processi di socializzazione orizzontali.

Presso la nostra scuola primaria, è in corso il laboratorio teatrale “ENGLISH DRAMA” , che è ora al secondo anno vantando anche la propria esportazione presso una scuola dell’infanzia e scuola primaria nel comune di Milano.

Ma, possiamo chiederci, perché “ENGLISH DRAMA”? Se il teatro è un’attività arricchente e complessa di per sé, a quale scopo proporla in lingua straniera?

Si potrebbe rispondere in poche parole, con una breve ma chiara citazione di un filosofo greco, Plutarco: “La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere”.

Vale a dire che, nel nostro caso, l’apprendimento di un sistema linguistico non avviene solo a livello cognitivo ma anche a livello emotivo, multisensoriale e relazionale: più di altri insegnamenti, infatti, l’apprendimento di una seconda lingua presuppone curiosità, relazioni sociali, interesse a conoscere gli altri e nello stesso tempo a farsi conoscere; tutti elementi che emergono da un laboratorio teatrale incentrato sul gioco, sulla finzione e sul lavoro di gruppo quale è il nostro.

Durante queste attività in lingua, è compito dell’educatore creare contesti di apprendimento interattivi che valorizzano la creatività del gruppo e del singolo; è possibile, ed è anche un pregio, proporre giochi in cui i bambini si divertono, ma nel contempo imparano o si impratichiscono riguardo ad alcuni temi.

Nei momenti di performance teatrale, inoltre, non vi sono soluzioni univoche, ma molteplici significati ed opzioni che creano un ambiente protetto dal cosiddetto “timore di sbagliare”.

Il laboratorio “ENGLISH DRAMA”, infine, da noi visto come forma d’arte vicina alla mentalità del bambino e del giovane, si avvale della “total physical response” , un metodo di insegnamento che veicola contenuti linguistici in modo implicito, associando il gesto corporeo alla parola.

Per concludere riportiamo che fu lo psicologo Piaget ad osservare come ciò che i bambini imparano giocando tra loro conserva poi una incisività ben diversa da quello che i maestri trasmettono nelle loro lezioni.

 

Francesca Ippolito

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